Via Crociferi nel 700 era abita da numerosi nobili, che vi tenevano i loro notturni incontri o per intrighi amorosi o per cospirazioni private, e quindi non volevano essere notati, e tanto meno riconosciuti. Per non essere disturbati fecero spargere la voce che di notte vagasse un cavallo senza testa, e perciò nessuno vi si avventurava una volta calate le tenebre. Soltanto un coraggioso giovane scommise con i suoi amici che ci sarebbe andato nel cuore della notte, e come prova di questo, avrebbe piantato un grosso chiodo sotto l’Arco delle monache Benedettine, che la tradizione vuole costruito in una sola notte nel 1704. Gli amici accettarono la scommessa; e l’ardimentoso giovane, munito di scala, del grosso chiodo e del martello, si recò a mezzanotte sotto l’arco delle monache, e vi piantò il chiodo (ancora se ne vede il buco); ma, nell’eccitazione non si accorse di avere attaccato anche un lembo del suo mantello al muro; sicché quando volle scendere dalla scala, si sentì afferrato a una mano invisibile; il giovane cedette allora di essere stato afferrato dal cavallo senza testa, e ci rimase secco. Aveva vinto la scommessa:ma la leggenda del cavallo ebbe una clamorosa conferma, e nessuno si azzardò più di passare di notte per Via Crociferi. |